Ti ho incontrato per le strade scoscese che portano al mattino. Selciati umidi di bruma della notte non più puntata di stelle.
Mi sono stretto alla tua spalla e la ho bagnata di pianto .
Nostalgia ? Non tutto è andato come doveva?
Che importa. Oggi, scendiamo insieme verso il mare.
Il rumore dei nostri passi sul lastricato , scandisce l’attesa del nuovo giorno che tarda a levarsi .
Lasciamo le parole alla vanità del banale. Ascoltiamo il silenzio con la sua armonia struggente dei ricordi.
Mi sono stretto alla tua spalla, sei mio Padre , la mia montagna sacra.
Ed io mi sento come un bimbo, con le braccia levate che vuole afferrare il cielo.
La vita tortuosa come un’antica radice d’ulivo, mi insegnasti a leggere ed ora nulla mi devi.
Ed io compenso il mio antico debito con lacrime, che sono rugiada versata sui petali di lontani ricordi.
Giuseppe Sciacca
