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ALHAMBRA 31 marzo 1492

L’EREDITA’ DI UN ANNO DIFFICILE, Giuseppe Sciacca - 29 dicembre 2025

2025-12-31 21:07

Giuseppe Sciacca

Ebraismo,

L’EREDITA’ DI UN ANNO DIFFICILE, Giuseppe Sciacca - 29 dicembre 2025

L’anno che volge alla conclusione lascia un panorama complessivo che a dir poco è nient’affatto incoraggiante. L’ antisemitismo in tutte le sue manife

L’anno che volge alla conclusione lascia un panorama complessivo che a dir poco è nient’affatto incoraggiante. L’ antisemitismo in tutte le sue manifestazioni è in vorticosa ascesa. E’ ancora vivo il dolore di quanto  avvenuto a  Sydney, il 14 dicembre scorso. Alcuni uomini,  armati con fucili d’assalto, hanno cominciato a sparare all’impazzata sulla folla , che  si era riunita, al tramonto, sulla incantevole spiaggia di Bondi Beach, nella parte periferica orientale di Sidney , per celebrare la Festa delle Luci, Hannukkah. Quando gli attentatori sono stati neutralizzati si contavano quindici vittime colpite a morte, tra cui una bambina di soli diecinanni e due Rabbini  Eli Schlanger e Yaakov Levitan, nonché  quarantadue feriti di cui alcuni molto gravi.   Nello stesso giorno in Germania è stato sventato, in anticipo, dalla polizia un attacco terroristico ad un mercatino di Natale, che si tiene nei pressi della cittadina di Dingolfing nel sud della Baviera , dove cinque uomini  progettavano di fare una strage lanciando un’auto in corsa contro  la folla degli avventori venuti a far acquisti . L’anno scorso un analogo attentato a Magdeburgo era costato la vita a sei persone , mentre 200 erano rimaste ferite.  Gli attentati hanno tutti  matrice nel radicalismo islamico , sono la punta dell’ icerberg di una situazione generale diffusa in tutta Europa, dove basta poco, un simbolo, un atteggiamento, un monile con la foggia della stella di David, o indossare una Kippah per essere presi di  mira e  malmenati da malintenzionati. In Italia , specie nella seconda parte dell’anno tanti sono stati  i danni e le violenze causati dalle ripetute manifestazioni di piazza dei sedicenti pro-pal , che hanno protestato anche tardivamente quando la diplomazia aveva già fatto, anche se tardivamente, il suo lavoro. Ancor oggi è rimasta, purtroppo, incompiuto l’accordo per la gestione della Striscia di Gaza, giacchè il secondo punto non ha avuto esecuzione, con le dolorose conseguenze sotto gli occhi di tutti.  

L’anno che sta per volar via ci lascia l’amaro in bocca , anche perché abbiamo assistito, nostro malgrado al voltafaccia del tradizionale e buon alleato dell’ Europa. Siamo stati spettatori  dell’ inversione di rotta dell’America di Trump che  ha triturato tutti quei principi di politica internazionale e diplomazia, ritenuti granitici, che erano stati precisi ed immutabili riferimenti per tutto il mondo nel secolo scorso e che avevano fatto credere che mai più si sarebbe parlato di difesa dei confini e di uno straordinario riarmo a fronte, di una  idea sempre più   incombente di guerra. Mentre accadeva che l’ alleato di sempre  voltava bruscamente le spalle all’ Europa ed ai principi su cui fonda e che rappresenta nel mondo, diveniva a tutti chiaro quanto improvvisa ed inattesa fosse l’ attrazione, del signore della Casa Bianca   per il leader oligarca di quello che in  un passato assai recente era stato la potenza nemica per eccellenza e contro la quale dopo la fine del secondo conflitto mondiale,  aveva combattuta la guerra  fredda. Infatti  sconfitto il comune nemico nazifascista gli USA avevano  preso le dovute e prudenti distanze dall’Unione Sovietica , in nome della lotta al comunismo con la c.d. “cortina di ferro”. Cose di altri tempi si dirà, oggi si procede sostituendo la storia e la verità con un surrogato di quest’ultima e con un utilizzo  delle più sofisticate tecnologie, in nome dell’efficacia e della affermazione ad ogni costo , con lo scopo mal celato  monetizzare e mercificare tutto, tralasciando  ogni ideale, come  non si era fatto mai . E non bastano le nuove idee nazional-populiste portate avanti dal Trumpismo , ispirate ad un esasperato e spregiudicato neoliberalismo, a dare una giustificazione  a tutto ciò di cui ci si duole .

E’ stata del tutto dimenticata la lezione proveniente dal processo di Norimberga , celebrato giusto ottanta anni orsono , con il quale si è fatta valere la forza del diritto contro ogni barbarie e pretesa di sopraffazione e cieco predominio.    

Frutto di questa infelice attuale commistione di politica ed interessi economici  è lo stallo nelle trattative tra Kiev e Mosca, che dovrebbero por fine alla guerra di aggressione subita dall’Ucraina,  dopo il recente fallimento del vertice di Berlino.

E che dire delle migliaia di bambini ucraini , il cui numero è difficile anche da stimare, di cui si parla troppo poco, che sono stati deportati forzatamente in Russia, per essere catechizzati secondo i voleri dei rapitori. Bambini  che insieme alla  famiglia  di provenienza  hanno perso la loro identità, la loro storia . Giovani  di cui non si conosce la sorte e la destinazione imposta con la deportazione, comunque in terre  inospitali e per qualcuno anche particolarmente la lontana, in ogni senso, come la Corea del Nord . Le più innocenti tra le vittime senza colpa, che una guerra, ingiusta e sanguinosa, ha generato copiosamente.   

Resterebbe da considerare ancora, tra l’eredità che l’anno in uscita  lascia a quello che sta per arrivare: la islamizzazione dell’Europa , fenomeno che da tempo  ha preso piede anche Italia, grazie anche all’ammiccante compiacenza di alcuni gruppi politici. Ed in fine, non può essere dimentica la riorganizzazione in corso, a livello internazionale, dell’Isis, silenziosa ma galoppante in modo in arrestabile nell’inseguire tenacemente il proposito della rifondazione di un califfato.

Tutta eredità che l’anno 2026, non potrà non accettare e che dovrà fronteggiare. Speriamo sia vero il detto: grandi problemi creano grandi uomini. Speriamo e comunque auguri di un mondo migliore.

                                                                                    Giuseppe Sciacca.